Viaggio in Cambogia: nel paese dei khmer
Viaggio tra Phnom Penh e gli splendidi templi di Angkor: tra terribili tragedie e ferite ancora da rimarginare in un paese che proprio il turismo puo' contribuire a far rinascere
Anche il turismo puo' salvare un paese dall'oblio e dalla disperazione. E' quanto sta accadendo oggi alla Cambogia, il paese del sud-est asiatico che visse sulla propria pelle, sotto il regime sanguinario di Pol Pot, anni di terribili violenze e persecuzioni. Dal 1975 al 1979 quasi due milioni di persone furono trucidate, colpevoli solo di non aver aderito prontamente ai dettami dei khmer rossi, attraverso un genocidio che ha fatto inorridire il mondo.
Ma non solo. Il regime comunista guidato da Pol Pot fece di piu': deporto' la gente nelle campagne, svuotando le citta', abbatte' templi e monumenti, elimino' gli intellettuali, distrusse le grandi foreste. Oggi, a vent'anni di distanza da quegli orrori, la Cambogia sta faticosamente cercando di cancellare quel passato e di uscire da un isolamento che l'ha condannata per anni.
Le ultime elezioni dell'estate del 1998 hanno dimostrato agli osservatori internazionali i molti problemi del paese, soprattutto di infrastrutture, ma anche della volonta' di rinascere. Ed il turismo puo' sicuramente rappresentare la molla principale per rilanciare uno dei piu' bei paesi del sud est asiatico. La Cambogia, il cui nome significa "figli di Kambu", dal nome di un mitico eremita, rappresenta etnicamente un caso a se stante nel panorama asiatico.
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La sua popolazione infatti e' costituita per il 90 per cento da khmer, civilta' asiatica che inizio' ad abitarla sin dal III secolo. Dalla fine del IX alla meta' del XV secolo ci fu il mitico periodo di Angkor, cosi' chiamato dal nome dell'antica capitale, mentre a partire dal 1350 presero un andamento continuo le guerre con i vicini, specialmente con il Siam, che durarono fino al 1863, quando la Francia stabili' il suo protettorato sulla Cambogia e la incorporo' nell'Union Indochinoise.
Verso il 1930 ebbero inizio le prime rivendicazioni nazionalistiche che sfociarono nell'indipendenza proclamata una prima volta il 12 marzo 1945 e definitivamente solo nel 1953. Nel marzo del 1970 un colpo di stato sostenuto dagli Stati Uniti fece assumere al paese l'assetto repubblicano, ma dall'esilio in Cina, re Sihanouk organizzo' un proprio governo, si lego' ai khmer rossi, una volta suoi oppositori, con i quali riusci' a riprendere il potere nel 1975.
Il 14 dicembre venne proclamato lo Stato democratico di Cambogia con capo dello stato Khieu Samphan, leader moderato dei khmer rossi, e primo ministro il feroce Pol Pot. Fra il 1977 e il 1978 la Cambogia fu piu' volte coinvolta in conflitti con il Vietnam, mentre cominciavano a diffondersi notizie circa il regime di terrore instaurato dai khmer rossi. Nel gennaio 1979 truppe vietnamite, intervenute in appoggio al Fronte Unito Nazionale per la Salvezza della Kampuchea (il F.U.N.S.K.), occupavano la capitale e proclamavano la Repubblica popolare di Cambogia.
Pol Pot fu condannato a morte in contumacia e il paese, assunto il nome di Repubblica popolare di Kampuchea (1981), si diede una nuova Costituzione. L'accordo di pace di Parigi (ottobre 1991) concluse anni di guerriglia e avvio' una fase di transizione culminata nel maggio 1993 con le prime elezioni vinte dal partito di Sihanouk che venne proclamato capo dello stato di Cambogia.
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La nuova Costituzione, varata il 21 settembre 1993, sanci' il ritorno alla monarchia ma non fermo' le contraddizioni all'interno della compagine governativa, aggravate paradossalmente nel 1997 dalla cattura di Pol Pot, morto poi prigioniero nel 1998. Un anno dopo, in un clima d'incertezza, si svolgevano le elezioni per il rinnovo dell'Assemblea nazionale, che vedevano vincitore Hu Sen, dopo la bocciatura dei ricorsi per brogli presentati dall'opposizione guidata dal filokhmer Rinariddh.
La Cambogia oggi e' ancora un paese fragile ma bellissimo. La popolazione, dopo gli anni di stermini, e' arrivata a toccare i 9.836.000 abitanti (stima 1995), in maggioranza cambogiani discendente dagli antichi Khmer. Circa l'85 per cento di tale popolazione resta insediata nella fitta trama dei villaggi che conservano il loro carattere tradizionale, con le case su palafitte a difesa dalle inondazioni stagionali, allineate sulle sponde dei fiumi e lungo le vie di comunicazione, di preferenza nelle aree non inondabili.
Territorialmente la Cambogia e' centrata su un'ampia piana alluvionale, che per gran parte rientra nel bacino inferiore del Mekong, il grande fiume che e' il simbolo stesso del paese. La capitale e maggiore citta' del paese e' Phnom Penh, situata nel punto di confluenza dei fiumi Tonle Sap e Bassac con il fiume Mekong, dove vive oltre la meta' della reintegrata popolazione urbana. Fondata nel XV secolo come monastero buddista e sviluppatasi in epoca coloniale quando era considerata la piu' bella citta' dell'Indocina, Phnom Penh ha ancora i marchi delle deportazioni sotto Pol Pot e dell'invasione vietnamita.
Il degrado, la poverta' fanno da contraltare alle bellezze della città vecchia, che circonda il complesso dell'ex Palazzo Reale, e del quartiere commerciale, nella parte settentrionale, la zona residenziale moderna.
Le sue strade sono una via vai biciclette, moto, tricicli e risciò che sono i mezzi piu' usati da cambogiani per spostarsi. Phnom Penh e' tornata a essere un'operosa metropoli dopo essere stata praticamente abbandonata nel 1975 con l'ascesa al potere dei Khmer Rossi comunisti. Intere popolazioni urbane, tra cui i 2 milioni di abitanti di Phnom Penh, furono costrette a trasferirsi nelle campagne per contribuire alla produzione agricola. Costruito dai francesi nel 1866, il Palazzo Reale e' famoso per la sfavillante sala del trono in stile khmer eretta nel 1917 e usate per le occasioni speciali, per la torre di 59 metri e la Silver Pagoda, splendida pagoda dal pavimento d'argento. Da segnalare anche la sala del tesoro reale e la villa di Napoleone III, costruita in Egitto e trasportata qui come dono al re di Cambogia .
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Tra i pochi templi e pagode superstiti di Phnom Penh sono da vedere il Wat Ounalom, il piu' importante luogo sacro della capitale e il piu' venerato centro del buddismo cambogiano costruito nel 1443, il Wat Phnom, costruito nel 1372 e piu' volte rifatto e da cui la citta' prende il nome, e il Wat Lang Ka.
A Phnom Penh e' da visitare anche il Museo Nazionale delle Arti, a nord del palazzo reale, disegnato in stile khmer nel 1920 da un architetto francese, contenente molti manufatti e sculture del periodo Angkor, ma soprattutto il Museo del Genocidio, che si trova nel ginnasio di Tuol Svay Prey, e che racconta le raccapriccianti gesta dei polpottiani.
I ricordi del passato vivono ancora soprattutto nei "The Killing Fields", i campi di sterminio di Choeung Ek, a una decina di chilometri a sud della capitale. Qui, nelle risaie, sono avvenuti i piu' grandi massacri dei khmer rossi, immortalati nel celebre film omonimo, qui si possono visitare le camere di tortura e qui sono esposti piu' di 8 mila teschi, accuratamente suddivisi secondo il sesso e l'eta' in un edificio eretto nell'88 a memoria delle vittime e le foto delle migliaia di prigionieri assassinati dai carnefici di Po Pot .
Il mausoleo e' visitabile ogni giorno dalle 7 alle 11 e dalle 14 alle 16,30 tranne il lunedi', l'ingresso costa un dollaro. Il luogo universalmente piu' noto di tutta la Cambogia e' l'area archeologica di Angkor. Con questo nome, che in lingua khmer significa "capitale" si intende un'area vastissima che copre 200 chilometri quadrati e comprende le antiche capitali dei vari re succeditisi nel tempo.
Di questi straordinari complessi immersi nel cuore della giungla, in gran parte in rovina, oggi sono visitati soprattutto la splendida Angkor Wat, con il grandioso tempio-montagna circondato da un fossato difensivo largo 180 metri costruito agli inizi del XII secolo da Suryavarnam II nel periodo di massimo splendore della civilta' khmer, e Angkor Thum, sede del potente impero dei khmer dal tardo IX secolo fino al 1431, quando fu attaccata e abbandonata.
Oggi i complessi dei templi di Angkor Wat e Angkor Thum sono considerati dei veri e propri capolavori architettonici dell'arte khmer, che si puo' ammirare anche nel ben conservato Tempio di Banteay Srei, 30 chilometri a nord di Angkor Wat, o nelle rovine pre-angkor a Phnom Chissor, sulle colline a 60 chilometri da Phnom Penh. Ma Cambogia e' anche splendide spiagge sul Golfo di Thailandia, dove si sta sviluppando una moderna industria turistica, come quelle di Kompong Saom (l'ex Sihanoukville), a quattro ore di autobus dalla capitale vicino al confine con il Vietnam, dove oltre ai bagni di sole ci si puo' immergere nella cultura cambogiana frequentando gli ottimi ristoranti del posto (come il Sam's restaurant, il The Sunrise Restaurant o il The Koh Pos Restaurant specializzato in cucina di mare), o nei pressi di Kep, dove i cambogiani si godono il sole e praticano il surf.
La Cambogia ha un clima tropicale monsonico, con una temperatura media annua di 27 gradi circa, e' quindi visitabile tutto l'anno, preferibilmente al di fuori della stagione delle piogge dura dalla meta' di aprile fino alla meta' di ottobre, e rappresentera' sicuramente una sorpresa anche per il turista piu' smaliziato.
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