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Viaggio in Giordania


Lungo la "strada dei Re", oppure sulle rive del Mar Rosso. Tra le straordinarie case costruite sulla roccia di Petra, come tra i castelli del deserto. Un itinerario tra storia e cultura, ricco di emozioni inaspettate.



Ecco il paese che non ti aspetti. Un paese dai mille volti, oscillante tra un passato glorioso ed un futuro incerto. In cui convivono diecimila mila anni di storia, tra moschee, siti archeologici straordinari e resti romani, ed un domani pieno di prospettive ma ancora tutto da costruire. E' la Giordania, meta del nostro viaggio di questa settimana, che solo da poco il turismo in cerca di novità ha cominciato a scoprire. Trovando inaspettatamente un paese ricco di paesaggi straordinari e capace di regalare emozioni uniche. L'arrivo della pace in Medio Oriente, e soprattutto quello di Papa Giovanni Paolo II nel corso del suo ultimo, recentissimo viaggio (il 20 marzo scorso), hanno fatto da trampolino di lancio per una nazione che sta tentando di ammodernarsi e di proporsi come isola di stabilità e punto focale per lo sviluppo dell'intera area.

Le ambizioni per trasformare un paese che in poco più di trent'anni è salito da 700 mila a 5 milioni di abitanti, colpa anche delle forti migrazioni dalla Cisgiordania (oggi lo stato di Palestina), sono tutte nelle mani del giovanissimo re Abdullah II, 38 anni, figlio del grande Hussein, scomparso il 7 febbraio dell'anno scorso. E' lui che sta tentando di far dimenticare gli anni Settanta di "Settembre Nero" e della guerra con Israele. E di portare alla modernizzazione quello che resta ancora uno dei più arretrati paesi del mondo (la disoccupazione si aggira tra il 25 ed il 30 per cento). Riavvicinandosi a Siria, Arabia Saudita e anche al Kuwait, ancora infuriato per la neutralità giordana durante la crisi del Golfo.

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I primi sintomi del mutamento si possono vedere già ad Amman, città dai forti contrasti, ordinata e tranquilla, dove beduini del deserto convivono fianco a fianco con giovani manager in doppiopetto e cravatta. La capitale e il maggiore centro urbano della Giordania, si trova a nord del Mar Morto, disposta su una ventina di colli, ed è una combinazione intrigante di passato e presente. Fu fondata dai romani come Philadelphia, ed ancora oggi conserva numerosi resti di quell'epoca, come l'antico anfiteatro eretto fra il 169 ed il 177 per contenere 6000 spettatori, e il foro, uno dei più grandi dell'età Imperiale. Molti reperti, sia romani che del periodo ellenico, sono esposti anche al Museo Archeologico.

L'Amman più antica si può ammirare nell'antica cittadella di Gebei-al-Qalah, oggi circondati da edifici moderni, posto ideale per avere una panoramica di tutta la città. Ma uno dei simboli della città è la moschea di Hussein. Nel 1923 Abdullah Ibn-Husein, che successivamente si autoproclamò Re (1926), la fece costruire nel luogo dove sorgeva una moschea degli Omayyadi del VII secolo, provocando così il risentimento di molti. Nel 1951 dopo l'assassinio di Hussein, salì al trono il figlio Talal, che fu deposto l'anno seguente per infermità mentale. Nel 1953 qui si svolse la cerimonia di incoronazione di re Hussein, figlio di Talal, che governò i successivi 46 anni, sino alla morte ed alla salita al trono del figlio Abdullah nel febbraio del 1999.

Ci spostiamo circa 50 chilometri ad ovest per vedere quello che è considerato un capriccio della natura. Siamo, infatti, sulle rive del Mar Morto, situato ne punto più basso della superficie della Terra e cinque volte circa più salato dell'oceano. I mussulmani lo chiamavano il Lago fetido, il Lago capovolto e anche il Lago di Sodoma e Gomorra, gli ebrei il Mare salato, il Mare aggressivo e il Mare del destino. Una fama comunque non piacevole derivata, come indica anche il suo nome, dall'ospitare solo poche forme di vita vegetale e nessun pesce, eccetto una specie di gamberetto d'acqua salata. Contiene, invece, ricche riserve di minerali, che alcune compagnie israeliane sfruttano producendo sale, fertilizzanti e medicinali.

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Qui vicino scorre l'asse del sistema fluviale del Paese, il fiume Giordano, che delimita il confine con Israele e con la Cisgiordania, dove fu battezzato Gesù Cristo. La Valle del Giordano si trova nella profonda depressione della Great Rift Valley, che è 209 metri sotto il livello del mare nella zona del Lago di Tiberiade (conosciuto anche come Mare di Galilea) e 397 metri presso il Mar Morto, la maggiore depressione del mondo. Profondi canyon e affioramenti montuosi che raggiungono altitudini superiori ai 1.500 metri caratterizzano l'altopiano arabo nella parte meridionale dello Stato.

Alcuni dei più bei e spettacolari resti dell'età romana si trovano a Jerash, circa 50 chilometri a nord di Amman. Considerata la meglio conservata delle Decapolis, una confederazione di dieci città romane che risale al I secolo a.C., Jerash conserva mura, fori, templi, teatri, archi, terme perfettamente conservati e uno straordinario ippodromo lungo 254 metri e largo 51, che poteva contenere sino a 15 mila spettatori. Passeggiare lungo la Strada di Colonne o attraversare la stupenda Piazza Ovale è un viaggio a ritroso nel tempo. A 25 chilometri da Jerash merita una deviazione la piccola cittadina di Ajlun, dove si trova uno dei più bei esempi d'architettura militare araba, la fortezza di Qalat al Rabad.

Ma per ammirare al meglio l'imponenza delle architetture difensive arabe, niente di meglio del celebre giro dei castelli del deserto. Meta di questo itinerario sono i castelli costruiti dai califfi omayyadi nell'area desertica attorno ad Amman. Erette in gran parte nella prima metà dell'VIII secolo, ad eccezione dei castelli di Hallabat e di Azraq, che sono di origine romana e nabatea, e del persiano Qasr al-Kharanah, quando i califfi arabi stabilirono la capitale del loro impero a Damasco, queste fortezze sorsero dall'esigenza dei califfi di evadere dalla vita cittadina. Tra le più belle il Qasayr Amrah a 35 chilometri da Amman, con splendida cupola decorata con le costellazioni dello zodiaco, e quella dell'oasi di Azraq, vero paradiso per il birdwatching.

Il sud della Giordania è, se possibile, ancora più ricco di mete dalle bellezze architettoniche che mozzano il fiato. Tra queste, a una quarantina di chilometri dalla capitale, lunga la "strada dei Re", meritano una visita Madaba, una delle più antiche città del paese famosa per i suoi eccezionali mosaici bizantini, nei pressi del Monte Nebo da cui Mosè osservò la Terra promesssa, Kerak, situata a circa 1000 metri d'altitudine e con un imponente roccaforte difensiva, la sperduta Wadi Rum, dove cavalcava il mitico Lawrence d'Arabia, ma soprattutto la città perduta di Petra con i suoi straordinari templi scavati nella roccia.

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Sorta su antiche formazioni rocciose dal tipico color ocra, la città di Petra è una delle principali mete turistiche della Giordania. La cittadina fu scavata direttamente nelle pareti di arenaria venate di rosso, porpora e giallo. Dal IV secolo a.C. fino alla conquista romana, nel 106 d.C., Petra fu la capitale del regno arabo di Edom e centro del commercio delle spezie. Il suo prestigio decadde col mutare delle rotte, che portarono i mercanti in altre direzioni, fino al 1812, anno della riscoperta a opera di un viaggiatore svizzero. Oggi Petra, che dal 1985 è stata denominata dall'Unesco patrimonio dell'umanità, si presenta come un magico e grandioso affresco in cui l'opera dell'uomo si mescola con la rudezza della natura. Secondo una leggenda locale, nella vicina città di Wadi Musa Mosè avrebbe colpito una pietra da cui sarebbe miracolosamente sgorgata dell'acqua.

Il viaggio si chiude a Aqaba, seconda città Giordana ed unico porto. Un tempo villaggio di pescatori, la città è l'unico porto marittimo del paese, situata com'è all'estremità più settentrionale del Golfo di Aqaba, lo stretto braccio orientale del Mar Rosso. Affacciata su splendide acque cristalline ricche di coralli, Aqaba, grazie ad un rapido sviluppo, è diventata uno dei più attrezzati centri turistici. Belle le sue lunghissime spiagge, dove si possono praticare tutti gli sport di mare, dalla vela, al surf sino alla pesca d'altura. E per chiudere una chicca. Recentissima è la notizia della scoperta, da parte di alcuni archeologi americani, proprio ad Aqaba, della chiesa più antica del mondo, portata alla luce dopo un anno di scavi e risalente, pare, al tardo terzo secolo dopo Cristo.

Thomas Parker, professore di storia all'Università della Carolina del nord e direttore del progetto Aqaba romana, ha dichiarato che, se le datazioni risulteranno esatte, non solo sarà stata scoperta la chiesa più antica della Giordania, ma anche l'edificio più antico del mondo progettato e adibito a chiesa. Sono state rinvenute nei pressi dell'edificio, oltre a monete risalenti al 360 e ceramiche, anche lampade a olio, che gli archeologi hanno subito identificato come candelieri che venivano comunemente usati dalle prime comunità cristiane per l'illuminazione delle chiese. A conferma della tesi presentata riguardo alla scoperta c'è anche il ritrovamento di una scala, tipico elemento architettonico delle prime chiese cristiane.

©vacanzemarrosso.it

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