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Safari Kenya: viaggio tra i più bei parchi naturali del mondo


E' la nazione più moderna e progredita d'Africa. Ma ricca di contraddizioni, con difficili coabitazioni tra tribù e un turismo sempre più soffocante. Eppure resta una meta affascinante, l'unica dove la natura più selvaggia e aspra può essere ammirata nel suo ambiente.



Simba abita qui. In queste savane sconfinate, tanto belle da far venire la vertigine, o peggio il "Mal d'Africa", la nostalgia profonda e inconscia per questi paesaggi primordiali e da Eden. In questi paesaggi selvaggi dove la natura trova il suo sopravvento e domina in maniera totale. Siamo nel cuore dell'Africa, nel paese che più di tutti sa esprimere il sapore esotico e turbolento di questo continente ricco di bellezze e contraddizioni. Ed il Kenya, dalle savane alle spiagge, dagli altopiani ai laghi, di spettacoli mozzafiato, ne sa offrire davvero moltissimi e tra i più belli. Ma è anche un paese che spesso vive con lacerazioni il suo slancio verso la modernita'.

Un tasso d'incremento demografico tra i più rapidi del mondo, che spesso difficilmente si concilia con la tutela e salvaguardia ambientale, un'economia zoppicante e la difficile coabitazione tra le numerose etnie che lo popolano (tra cui prevalgono i bantù), fanno del Kenya un paese ancora in cerca d'identità. Considerato uno dei più progrediti del continente africano, ha nel turismo una delle sue entrate principali, grazie anche all'ottima ricettività delle sue strutture alberghiere e degli splendidi e atrezzatissimi villaggi sulla battutissima costa che da sull'Oceano Indiano.

L'attrattività dei suoi paesaggi naturali è stata, al tempo stesso, la sua arma vincente e la sua condanna. Il turismo di massa è arrivato, negli ultimi anni, a livelli di congestione totale (dai 900 mila visitatori del 1990 si è scesi per questo motivo a 680 mila nel 1994) ed ha in qualche misura contribuito a compromettere proprio queste bellezze, che oggi appaiono pericolosamente degradate. La ricchissima fauna delle sue Highlands o terrealte, l'altipiano centrale la cui altitudine media supera i 2000 metri, e della celebre depressione della Rift Valley sta pericolosamente decrescendo anche a causa del bracconaggio. Il numero degli elefanti è sceso da 65 mila a meno di 20 mila esemplari, mentre il raro rinoceronte bianco è stato addirittura decimato e rischia l'estinzione dopo un attacco premeditato al Parco Nazionale di Meru nel 1989.

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Nonostante queste riflessioni decisamente preoccupanti, il Kenya continua a offrire scenari irripetibili ed una ricchezza di animali e piante che non ha eguali sulla terra. A partire dal 1945 (ma il paese è indipendente dal 1963), è stato creato un sistema di aree protette che copre quasi il 10 per cento del paese e che rappresenta la meta principale per il turismo. Parchi "classici" come quello di Tsavo, di Amboseli o lo stupendo parco di Masai Mara, sono ormai meta obbligata di qualsiasi viaggio in Kenya. Ma il consiglio è quello di cercare parchi altrettanto belli ma meno "battuti" come quelli di Nakaru, vicino al lago omonimo che è un paradiso per i fenicotteri, e Aberdare, nella parte centro occidentale del paese dai tipici alberghi costruiti su palafitte, per meglio respirare i sapori selvaggi della terra africana.

Città moderna e cosmopolita, la capitale Nairobi riunisce in sé tutte le ambizioni e le contraddizioni di questo paese. Scintillanti grattacieli, tra cui domina il Kenyatta International Conference Center, si stagliano su ampi viali alberati e rigogliosi giardini in quella che è insieme, metropoli (1,5 milioni di abitanti), centro commerciale, culturale e località turistica, da cui partono i tour per le principali riserve protette del Kenya. Pur trovandosi immediatamente a sud dell'Equatore, data l'altitudine Nairobi gode di una piacevole temperatura. La città conserva bellezze culturali, antropologiche e naturali di grande interesse come il Museo Nazionale con le collezioni paleo-antropologiche, i fossili e gli oggetti tribali, e il vicino Serpentario con una spettacolare raccolta di 200 rettili vivi.

A pochissimi minuti dal centro della città, c'è il Parco Nazionale di Nairobi, il più antico del paese: 117 chilometri quadrati di natura selvaggia che ospita circa 80 specie di animali, tra cui sono da vedere soprattutto i possenti rinoceronti neri. Da non perdere assolutamente, sempre nei dintorni della capitale, anche la bella riserva di Ngong Hills dove si trova la fattoria-museo della scrittrice americana Karen Blixen, che in questi paesaggi ambientò il suo best-seller "La mia Africa". Cosi' come i suggestivi panorami a picco sulla Rift Valley.

La più grande delle riserve naturali del paese è invece quella del Parco Nazionale di Tsavo, situato nelle pianure meridionali e attraversato da nord a sud dalle colline Taita. Realizzato nel 1948 per proteggere la fauna in pericolo, come elefanti e rinoceronti, si trova nell'arido hinterland tra la costa del Kenya e gli altopiani centrali. Diviso in due zone, quella occidentale aperta ai visitatori e quella orientale invece chiusa al pubblico, il parco ospita 60 specie di mammiferi e 400 di uccelli. Per vederli da vicino ci sono le sorgenti di Mzima, oasi di acqua cristallina che attirano animali di ogni specie. Qui un piccolo osservatorio subacqueo permette di ammirare ippopotami e coccodrilli nel loro ambiente naturale.

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Una delle immagini più ricorrenti del Kenya vede animali come leoni ed elefanti riposare con alle spalle un'immensa montagna dalle cime innevate. Per scattare questa foto bisogna andare nel Parco Nazionale Amboseli, al confine con la Tanzania, dominato dalla cima del Kilimangiaro, la più alta montagna d'Africa (5895 m.) ma la cui vetta si trova nel paese vicino. Parte del parco è costituita dal fondo di un lago privo d'acqua e qui, tra savane, foreste di acacie e paludi che sono punto di ristoro per gli animali nei periodi di siccità, elefanti, leoni e ghepardi si muovono in libertà.

Considerato quasi all'unanimità come uno dei più parchi belli è invece il Masai Mara Game Park, a 150 chilometri dalla capitale e a 1650 metri di altitudine, in cui si può vivere l'eccitante esperienza di catturare nelle immagini i movimenti di un veloce ghepardo o una cucciolata di leoncini. Il territorio di questa riserva del Mara, che appartiene allo stesso ecosistema del parco nazionale Serengeti nella vicina Tanzania, ospita una notevole varietà di animali selvatici, tra cui anche rinoceronti, zebre e gazzelle. Il fiume Tana, durante quasi tutto il suo lungo percorso verso l'Oceano Indiano, scorre attraverso aree incolte, zone arbustive o regioni desertiche. Avvicinandosi alla costa, a sud delle cascate Adamson, il fiume attraversa la Riserva dei primati del fiume Tana che ospita due delle specie di scimmie più rare del Kenya.

Per gli amanti della natura consigliamo pero' un viaggio verso i due grandi laghi del Kenya. Il Lago Turkana, anche noto come Lago Rodolfo, che occupa il Kenya centrosettentrionale, sulla cui superficie di 248 chilometri quadrati vi sono numerose isole vulcaniche dove l'acqua salata ha favorito il ciclo vitale di importanti varietà di pesci e uccelli. Nelle zone arbustive desertiche, situate in prossimità del lago, vivono invece delle tribù nomadi. E il Lago Vittoria, il più grande lago africano, che occupa una superficie di quasi 70 mila chilometri quadrati. Situato a un'altitudine di 1134 metri circa, è anche la sorgente del Nilo, il fiume più lungo della Terra.

Tra le bellezze del Kenya c'è anche quella dei Masai, tribu' nomade dal leggendario coraggio dedita alla pastorizia e dai caratteristici lineamenti delicati e quasi femminei. Dei 300.000 Masai esistenti, 90.000 circa vivono in Tanzania, gli altri in Kenya. La cultura masai è fortemente legata all'allevamento di pecore, capre e soprattutto di bestiame, detto inkishu. In Tanzania, i Masai allevano più di 12,5 milioni di capi da cui ricavano cibo e materie prime per fabbricare utensili, abiti, ornamenti e medicinali. Gli animali servono anche da mezzo di scambio nei commerci e nei baratti e come dote nei contratti di matrimonio.

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Ma Kenya vuol dire anche bellissime spiagge, disseminate lungo i suoi 400 chilometri di costa sull'Oceano Indiano, dove predominano condizioni atmosferiche umide e temperature miti. L'affollattissima Malindi, città dai connotati quasi "adriatici", è il perno del turismo costiero, ma altrettanto visitati sono centri più caratteristici come Lamu, isola raggiungibile solo via mare dove si è preservato il ritmo lento e lo stile di vita della cultura swahili, o Diani Beach.

Sul mare sta anche la seconda citta' del paese, Mombasa, nel Kenya sudorientale. Sorge su un'isola nell'Oceano Indiano collegata alla terraferma da una strada sopraelevata ed è stata un importante porto marittimo fin dal XIII secolo, quando dal suo porto partivano oro, avorio, legname e schiavi dell'Africa. Oggi il suo moderno porto ad acque profonde di Kilindini è uno dei più grandi dell'Africa orientale e tra i più attivi del continente.

©vacanzemarrosso.it

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