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Viaggio in Siria a Damasco: antichi splendori dal fascino unico


E' uno dei più affascinati paesi del Medio Oriente. Ricco di storia e con città che sono veri gioielli, tra minareti e moschee arabe, resti della dominazione romana e siti archeologici di fama mondiale. Dalla folgorante Damasco alla mitica Ebla, sino al Palmyra, la più bella città del deserto.



Antichi splendori immersi in un ambiente dal fascino unico. Luoghi da sogno, dove l'oriente si mescola all'occidente e diventa storia. La storia dell'umanità, la culla della civilizzazione e dell'immaginazione, con odori, sapori e suoni che parevano dimenticati e che invece sono ancora qui, alla portata di tutti. Siamo in Siria, uno dei più affascinanti paesi del Medio Oriente, dove l'uomo, diecimila anni fa iniziò la sua civiltà, cominciando a praticare l'agricoltura e poi a lavorare il rame ed il bronzo, dove inventò la prima forma di alfabeto. E dove ha edificato città straordinarie come la folgorante Damasco, la mitica Aleppo e Palmyra, la più affascinante città del deserto. Un mondo antico tutto da scoprire.

Sin dall'antichità la Siria è stato un paese di transito e centro di traffici carovanieri. Abitata già nel III millennio a.C. da genti semitiche - Ittiti, Egiziani, Cananei, Ebrei, Filistei, Amoriti, Moabiti, Aramei e Caldei - fu conquistata in seguito da Assiri, Babilonesi e quindi dai Persiani di Ciro. Alessandro Magno la portò poi nell'orbita della civiltà greca, tanto che la sua antica capitale, Antiochia, divenne uno dei più importanti centri ellenistici. Nel 64 a.C. venne in parte inglobata nell'impero romano, che la trasformarono in regione militarizzata a difesa delle incursioni dei Parti e dei Persiani, finendo per cadere, nel 636, sotto l'occupazione araba.

Con l'avvento della dinastia degli Omayyadi, la Siria divenne il centro dell'impero arabo, con capitale Damasco (661-750). In questo periodo raggiunse il suo massimo splendore, fiorirono arti e cultura, commercio e scienza. Con l'avvento degli Abassidi iniziò un periodo di decadenza, con la frantumazione del paese in diversi staterelli, sino a quando nel 1516 tutta la regione cadde sotto il dominio turco, protrattosi per quattro secoli. Sconfitta nella prima guerra mondiale, la Turchia la dovette cedere ai francesi. Nonostante la raggiunta indipendenza, nel 1946, la Siria rimase nell'orbita della Francia sino al 1958. Nella storia recente il paese fu più volte in conflitto con Israele e entrò a far parte del "fronte del rifiuto" lo schieramento arabo più radicale. Solo negli ultimi anni è prevalsa una corrente più moderata.

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Il suo attuale territorio corrisponde solo in parte alla Siria antica. La breve fascia costiera lungo il Mediterraneo (appena 183 chilometri), che i romani chiamavano "mezzaluna fertile", è circondata da rilievi dell'Antilibano. Questi la separano dalla parte desertica, cui seguono gli antichissimi tavolati che si spingono a becco d'anatra verso l'interno della penisola arabica, fino alla Mesopotamia, toccando il Tigri ed includendo buona parte del corso medio dell'Eufrate. A nord confina con la Turchia, che entra nel suo territorio con il sangiaccato di Alessandretta. Mentre verso sud il deserto siriaco sconfina in Giordania e Iraq. A sud-ovest si trova la regione collinare delle Alture del Golan, territorio conquistato da Israele durante la guerra arabo-israeliana del 1967.

Il nostro viaggio inizia dalla capitale della Siria, Damasco (Dimashq), considerata una delle più antiche città del mondo. Edificata 3500 anni fa in un'oasi lungo il Nahr Barada, che si divide in 15 fiumicelli intorno ai quali si snodano altrettanti parchi chiamati "giardini della gioia", la città si trova vicino al Deserto Siriano, nel sud-ovest del paese. Per secoli crocevia di importanti rotte carovaniere percorse dagli Arabi, Damasco è ancora oggi l'ultima tappa per quanti intendono attraversare il deserto e la prima per coloro che ne ritornano.

Impossibile, ancora oggi, non rimanere "folgorati sulla via per Damasco". La città, pur con tratti modernissimi, che la fanno assomigliare ad una vera metropoli, ha un cuore antico, fatto di souk, dei dolci canti dei muezzin e dei suoi mille minareti. La sua splendida città vecchia, con pianta rettangolare, occupa una posizione sopraelevata sulla riva meridionale del Nahr Barada, ed è caratterizzata da un fitto reticolo di strade strette e tortuose, in cui le merci prodotte dagli artigiani locali vengono vendute da mercanti ambulanti e in animati bazar coperti. Da secoli Damasco è nota per i suoi prodotti artigianali, dalle spade dalla lama d'acciaio, di eccezionale durezza e resistenza, ai tessuti in seta con i tipici disegni che hanno preso il nome della stessa città.

Su Damasco si stagliano gli eleganti minareti delle oltre duecento moschee, di cui solo settanta circa sono ancora utilizzate e che al tramonto offrono uno spettacolo unico al mondo. In particolare, sono degne di nota la Sinani-yah, ornata di splendide piastrelle verdi, e la Tekkeyah, fondata nel 1516 per offrire un rifugio ai pellegrini poveri. Ma la più bella e visitata della città è la grande moschea di Omayyade, le cui cupole dorate testimoniano l'antica gloria di Damasco. Eretta sulle rovine della chiesa cristiana di San Giovanni Battista tra il 705 e il 715, la moschea fu restaurata dapprima nel XV secolo e successivamente nel XIX. La mescolanza degli stili bizantino e musulmano testimonia come un tempo vi si celebrasse sia il culto cristiano che islamico.

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All'esterno della Grande Moschea si trova il Mausoleo di Saladino, costruito nel 1193 e restaurato nel 1898. In legno di noce e riccamente decorato, il sepolcro contiene ancora il corpo dell'abile condottiero che creò un grande stato islamico che si estendeva dall'Africa settentrionale al Tigri. A sud c'è il palazzo Azem, splendida residenza di Asad Pasha el-Azem, governatore ai tempi della dominazione ottomana, uno dei più belli tra quelli aperti al pubblico, costruito nel 1749 in arenaria e basalto e ricco di elaborate decorazioni. Merita una visita anche il Museo nazionale, che raccoglie collezioni d'arte preclassica, islamica e bizantina oltre alla ricostruzione dell'antica sinagoga di Doura Europos.

Ma lo splendore di questa città lo si coglie meglio passeggiando lungo la Midhat Pasha, l'antica via Recta oggi inglesizzata in Street Called Straight. E' la strada più antica di Damasco, già esistente in epoca greca e citata anche negli Atti degli Apostoli, e scorre su un tracciato lungo poco più di un chilometro. Vi si possono ammirare i resti di un arco romano, lussuosi palazzi come il Bayt Nassan e, ai limiti del quartiere cristiano, numerose cappelle tra cui quella dedicata a San Pietro, che indica il luogo dove l'apostolo scappò dagli ebrei nascosto in una cesta. Prima di lasciare Damasco, però conviene fermarsi in un Hammam, i celebri bagni turchi di cui la città è piena. Il più elegante di tutta la Siria è l'antico Hammam Nureddin, lungo il souk coperto vicino a palazzo Azem.

Da Damasco il nostro viaggio siriano continua verso nord,. Dalla città industriale di Homs una deviazione ci porta alla splendida Krak dei Cavalieri, dove si trova il più imponente e meglio conservato castello crociato del Medio Oriente, considerato un modello di perfezione in materia di fortificazione medioevale. Gigantesca, dalle torri rotonde e dai contrafforti di pietra calcarea ricoperti, dopo tanto tempo, da una patina dorata, la costruzione fu realizzata dall'ordine degli Ospedalieri tra il dodicesimo e tredicesimo secolo. Più a nord, a 47 chilometri da Homs, c'è la pittoresca Hama, sul fiume Oronte, famosa per le antiche norie in legno, costruite dai romani per l'elevazione dell'acqua verso gli acquedotti, un sistema idraulico che funziona fin dal XIV secolo.

Ancora più a nord, fra le pianure, si trova Aleppo, seconda città del paese dopo Damasco, edificata nella sua forma attuale dagli arabi nel XII secolo. Da visitare soprattutto i resti dell'antica Cittadella, costruita lungo il fiume Quwayq come baluardo contro le invasioni dei crociati che giunsero in questa regione nel corso dell'XI secolo. Aleppo (Halab) è antica almeno quanto Ur e Babilonia, e si pensa che addirittura Abramo vi sia vissuto per un certo periodo. La città vide il passaggio di molti popoli, fu capitale del fiorente impero Yamhad e nel Medioevo fu un importante emporio commerciale. Oltre alla Cittadella, proseguendo a piedi si incontrano le moschee, i viali, i bazar coperti e i bagni turchi. Il Museo nazionale raccoglie una vasta collezione di reperti anche plurimillenari provenienti da Ugarit, Ebla e Mari.

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A pochi chilometri da Aleppo, nella "città morta", si trova il Monastero di S. Simeone (Qala'at Samaan), con molta probabilità il più bel monumento d'arte paleocristiana esistente. Mentre una sessantina di chilometri verso sud merita sicuramente una vista il sito archeologico più importante di tutta la Siria. E' la mitica Ebla, una delle più importanti scoperte archeologiche della nostra epoca. Durante l'alta e media età del bronzo Ebla era con ogni probabilità la capitale di un esteso territorio. L'archeologo italiano Paolo Matthiae, scopritore della città, è impegnato da quasi trent'anni a riscrivere un intero capitolo del passato caduto nell'oblio da 4 millenni. Dai suoi scavi sono emerse circa 17.000 tavolette incise a caratteri cuneiformi sumerici, conservate assieme a molti reperti nel museo di Idlib.

Da Aleppo ci spostiamo verso ovest, verso il deserto, dove si trova Palmyra, senza il dubbio il più bello e magnifico dei luoghi storici siriani. Chiamata dagli arabi Tadmor, fu la più ricca e celebre delle città carovaniere. Raggiunse l'apogeo nel III secolo d.C. legata al nome della regina Zenobia, donna dalla bellezza leggendaria e dalle straordinarie capacità politiche, il cui fascino aleggia ancora fra ciò che rimane di questa città. Le rovine, ben conservate, comprendono il Grande colonnato, il Tempio di Nabo, i Bagni di Diocleziano, il grande Santuario del Tempio di Bel Sham, la necropoli, la valle delle tombe sotterranee e il Museo. Dalla Cittadella araba si può godere una magnifica vista sui ruderi di Palmyra e il deserto.

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