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Vacanze a Zanzibar e safari in Africa: tra parchi nazionali e safari subacquei


Paesaggi spettacolari, una natura selvaggia e rigogliosa, la Tanzania offre i migliori parchi nazionali mai creati dall'uomo e una ospitalità eccellente. Difficile scegliere tra i safari nei suoi 14 grandi parchi nazionali o le spettacolari spiagge di Zanzibar e delle isole dell'Oceano indiano.



Grande quanto metà Europa, la Tanzania è uno dei paesi africani più sensibili al problema della tutela ambientale. E' questo il ritratto di uno dei paesi emergenti del turismo, la Tanzania, che anche il turista più smaliziato sta iniziando a scoprire davvero. Dalle 153 mila presenze nel 1990, siamo arrivati alle 500 mila previste per quest'anno. Un boom senza precedenti, spinto non solo dalla bellezza dei safari nelle sue strepitose riserve, ma anche da una costa straordinaria e soprattutto dalle sue isole nell'Oceano Indiano, la misteriosa Zanzibar e l'incantevole Mafia.

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La Tanzania è una delle nazioni africane più grandi, poco meno di metà dell'intera Europa, ma è anche una delle più povere. Il suo magro bilancio è occupato quasi per metà dal turismo, la vera risorsa di questo paese. Una risorsa che si basa sui suoi splendidi paesaggi, ma che, soprattutto, nella lunga zona costiera, è ancora tutta da valorizzare. La maggior parte del suo territorio interno è costituito da un altopiano che raggiunge un'altitudine media di 1220 metri circa. Ma qui si trovano anche i "titani" geografici del continente africano, a partire dall'immenso Kilimanjaro, la montagna di origine vulcanica che con i suoi 5.895 metri d'altezza, sempre imbiancati dai ghiacci, domina tutto il panorama.

Il massiccio vulcanico del Kilimanjaro si estende per circa un'ottantina di chilometri attraverso le pianure. Ogni anno centinaia di visitatori scalano le sue pendici e visitano le vicine riserve naturali. Come il Parco nazionale che prende il nome dalla montagna, al cui interno ci sono i tre spettacolari vulcani estinti di Kibo, Shira e Mawensi. Merita una visita anche il mercato all'aperto di Arusha, nei pressi del confine con il Kenya, pittoresca cittadina che si trova sul versante più basso del Meru West e che funge da base di partenza sia per gli scalatori che si avventurano sulla vetta che per i turisti che partono per i safari. Siamo a 563 chilometri dall'ex capitale Dar es Salaam, ma se volete venire sin quaggiù in autobus, sappiate che, a causa delle pessime strade tanzaniane, la corsa dura quasi dodici ore.

Nel suo territorio la Tanzania ha anche tre dei più grandi laghi del continente, il Lago Vittoria a nord-ovest, il più grande del continente e terzo al mondo con il bel porto di Mwanza, il Lago Tanganica, situato sul confine occidentale, il più lungo lago d'acqua dolce del mondo ed il secondo per profondità (dopo il Lago Baikal in Siberia), e il Lago Malawi (conosciuto anche come Nyasa) a sud-ovest. I laghi Niassa e Tanganica si trovano nella Great Rift Valley, un'immensa faglia geologica che si estende dall'Asia sudoccidentale al Mozambico. Senza dimenticare Zanzibar, la maggiore isola corallina al largo delle coste della Tanzania, vero paradiso per gli amanti del mare.

Più di un terzo del territorio della Tanzania è coperto da foreste, di questo il 13 per cento è protetto, una proporzione più alta di qualsiasi altra nazione del mondo. Ma il rapido aumento di richiesta di combustibile da parte della popolazione e lo sviluppo agricolo hanno creato il grave problema della deforestazione. Altri seri pericoli di questa giovane democrazia (è indipendente dal 1964) sono la desertificazione in molte aree, la pesca con la dinamite che causa gravi danni all'ambiente marino, la mosca tse-tse, portatrice di malattie e le gravi inondazioni che colpiscono l'altopiano centrale durante la stagione delle piogge.

Sino a pochi anni fa, il capoluogo della Tanzania era il porto di Dar es Salaam (in arabo "rifugio di pace"), fiorente città fondata nel 1862. Da qualche anno tutti i principali uffici amministrativi sono stati però spostati a Dodoma, che così ha assunto la carica di nuova capitale del paese. Dar es Salaam resta una città incantevole e deliziosa. Nel porto di Kurasini, mercantili, navi passeggeri e dhows (barche a vela latina) si mescolano alle ngalawas, le tipiche canoe coperte utilizzate dai pescatori per trasportare il pesce ai mercati locali.

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Dar es Salaam resta, comunque, la principale base di partenza per i magnifici parchi nazionali della Tanzania, uno dei paesi africani più attenti al problema della tutela ambientale. A partire dal Parco nazionale del Serengeti, il più grande del paese, dove elefanti, leoni e giraffe pascolano indisturbati in una ricca vegetazione dominata dalle acacie. Create nel 1951, le aree protette della Tanzania contano la più alta concentrazione di animali che vivono nelle pianure. Ai branchi di gnu, zebre, gazzelle, elefanti, rinoceronti e bufali che scorrazzano per le pianure, si aggiungono leoni, leopardi, ghepardi, iene, ippopotami, primati, sciacalli e altre duecento specie di uccelli.

Tra gli altri grandi parchi della Tanzania (sono 14 in tutto, più una settantina tra riserve e aree protette) si possono citare il Mkomazi Game Reserve, un parco di 3.500 chilometri quadrati subito a sud del confine con il Kenya, il parco nazionale di Tarangire e del lago Manyara, unico al mondo in cui vivono i rarissimi rinoceronti neri, ma soprattutto il Selous Game Reserve, che con i suoi 41.440 chilometri quadrati è una delle più grandi riserve di fauna selvaggia del mondo. Istituito nel 1922, è situato a ovest di Dar es Salaam, il parco ospita la più grande concentrazione mondiale di elefanti, bufali, coccodrilli, ippopotami e dingo, oltre a leoni, rinoceronti, antilopi e alle migliaia di specie ornitologiche. Nel 1982 la Selous Game Reserve fu dichiarata dall'Unesco patrimonio dell'umanità.

Altro luogo davvero magico è la Forra di Olduvai, nella Tanzania nordorientale non lontana dal parco di Serengeti. Qui sono state trovate le vestigia di alcuni tra i più antichi insediamenti umani. Scavando negli strati dei depositi dei vulcani e dei laghi contenuti nella gola, gli antropologi Mary e Louis Leakey hanno portato alla luce ossa, utensili e manufatti di epoca preistorica. Nel 1986 Donald Johanson scoprì uno scheletro di donna che potrebbe risalire a 1,8 milioni di anni fa.

Ma una delle mete preferite del turismo resta l'arcipelago di Zanzibar, composto delle isole di Pemba, di Zanzibar e da parecchi isolotti situati nell'Oceano Indiano, a circa 50 chilometri dalla costa. Conosciuta localmente come Unguja, Zanzibar è lunga120 chilometri e larga 40 ed è caratterizzata da fantastiche spiagge sabbiose orlate da un'incantevole baia corallina, vera delizia per gli amanti dei safari subacquei. L'isola di Zanzibar vanta un passato leggendario come porto di transito per i traffici delle spezie dai mari orientali all'Europa. Conosciuta per molto tempo come Isola delle Spezie, Zanzibar rimane ancora oggi il maggiore produttore mondiale di chiodi di garofano.

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Degli 800 mila abitanti, 100 mila popolano il capoluogo omonimo, ma il luogo più bello e visitato dell'isola di Zanzibar è senza dubbio Stone Town, la città di pietra rimasta praticamente inalterata nel corso degli ultimi 200 anni. Città magica e cuore culturale di Zanzibar ed una delle più antiche del continente orientale. Addentrarsi nel groviglio dei suoi vicoli, tra i bazaar, le mosche ed il palazzo del sultano ci riporta alla mente al tempo in cui dominavano i grandi mercanti di spezie che qui venivano per organizzare i loro traffici.

Alla punta nord dell'isola di Zanzibar c'è Nungwi , da cui si entra attraversando una strada orlata di palme, banani, mangrovie e alberi della noce di cocco. E' il posto ideale per vedere all'opera gli artigiani locali intenti a costruire le tipiche imbarcazioni da pesca. Sul litorale occidentale merita una fermata la spiaggia di Mangapwani, mentre ad est ci sono le spiagge di Matemwe, di Pwani Mchangani, di Uroa, di Bwejuue di Jambiani, veri paradisi di sole, mare e relax.

©vacanzemarrosso.it

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