Viaggio in Yemen: nel regno di Saba
E' una delle più affascinanti destinazioni del mondo arabo. E' lo Yemen, uno dei paesi più antichi del mondo, culla del favoloso regno della regina di Saba. Una terra che nasconde ancora preziosi tesori, come la leggendaria Sana'a. E che riporta ai tempi da "Mille e una Notte", tra oasi desertiche e carovane di beduini.
Arabia felix. Arabia felice. Così era chiamata anticamente la parte più meridionale della Penisola Arabica, per differenziarla dalla desolata Arabia petraea, ma che solo a partire dal 1990 è tornata ad essere una nazione con il nome di Yemen. E felice lo è stata davvero per molti secoli, soprattutto quando era sede del favoloso regno della Regina di Saba ed il punto di partenza di traffici di incenso e mirra, oro e argento, caffè e alabastro. Un paese che ancora oggi reca numerose tracce del suo glorioso passato ed è per questo una delle mete più affascinanti per scoprire le antiche città nel deserto arabo, come la meravigliosa Sana'a.
Grande poco meno della Francia, lo Yemen è raggiungibile da Roma in sole cinque ore d'aereo. Occupa la parte più estrema della Penisola Arabica, stretto tra Arabia Saudita e Oman. E' formato da un tavolato di granito, di altezza compresa tra i 1.500 e i 2.000 metri, degradante verso est, delimitato a ovest da un'arida fascia costiera sabbiosa da una cinquantina di chilometri, la regione di Tihama, che costeggia il Mar Rosso. Il centro del paese è invece dominato da montagne, incise da profonde valli e da altipiani, con molte cime che superano i 3000 metri. (lo Jabal an-Nabi Shu'ayb ne misura 3.700). Nei pressi del confine nordorientale, infine, le altitudini decrescono, cedendo gradualmente il passo al Rub' al-Khali, il terribile deserto arabico. La stagione ideale per recarsi nello Yemen va da ottobre ad aprile.
Lo Yemen è una delle regioni più antiche del mondo, visto che le datazioni dei ritrovamenti di arnesi del paleolitico risalgono a 40.000 anni fa, al tempo delle prime migrazioni umane dall'Africa orientale. Le prime civiltà preislamiche, invece, risalgono a tremila anni prima di Cristo e fiorirono grazie ai traffici di incenso e mirra, prima con gli egiziani e poi anche con Roma. Le antiche vie carovaniere cominciavano dai porti costieri di Qana e Aden, dove venivano accolti preziosi e spezie provenienti dall'India e proprio queste vie videro sorgere uno dei più antichi regni della regione, quello della regina di Saba che durò oltre 1.400 anni a partire dal 1.000 a.C..
L'islamismo iniziò a diffondersi con la caduta del regno di Saba, e nel 630 furono innalzate le prime moschee. Da allora sino alle soglie del XVI secolo la regione visse come una regione satellite del grande impero ottomano, divisa in califfati diversi (Omayyadi, Abbassidi, Fatimidi, Ayyubidi. La conquista da parte dei turchi diede i primi impulsi al commercio del caffè e fece della città portuale di Moca, sul Mar Rosso, il più importante centro di smercio. Dopo la caduta dell'impero ottomano, nel 1919, lo Yemen venne scisso in due stati diversi: il Sud, colonia britannica, ed il Nord ancora sotto la Turchia. Solo nel 1990 i due stati, la repubblica popolare dello Yemen del Sud, il primo e unico Stato arabo marxista del Mondo, e la repubblica araba dello Yemen del Nord si sono uniti in un'unica democrazia.
Oggi lo Yemen, nonostante il ritrovamento di giacimenti di petrolio, resta un paese dai mille problemi e dalle forti contraddizioni, con una democrazia sempre in bilico tra divisioni tribali (sfociate in una vera e propria guerra civile nel 1994) e differenze religiose (il nord è a prevalenza sciita, il sud è sunnita). Ma rimane per noi occidentali uno dei paesi arabi più affascinanti, ricco com'è di tesori del suo passato millenario e di paesaggi naturali splendidi. Anche se per far posto alla conquistata modernità si è cominciato a rovinare molti dei suoi tesori architettonici, il fascino delle sue città da "Mille e una notte" resta ineguagliato ed è capace di emozioni fortissime. Le stesse che provò Pier Paolo Pasolini quando venne qui negli anni Settanta, tanto da definirlo come il "paese più bello del mondo".
Ogni viaggio che si rispetti nello Yemen deve partire dalla sua magnifica capitale (dal 1962), la leggendaria città di Sana'a, inserita dall'Unesco tra il Patrimonio mondiale dell'umanità e descritta da Pasolini come una "Venezia sulla polvere". La tradizione vuole sia stata fondata da Sem, il figlio maggiore di Noè e capostipite del ceppo dei Semiti, quando trovò, dopo aver attraversato il Deserto Arabico, una terra di alte montagne e fertili valli. Nel I secolo la città apparteneva al regno di Saba, ma poco più tardi venne inglobata in quello di Himyar, situato sulle montagne più a sud, che nel II e III secolo divenne la prima potenza dell'Arabia felix. Distante appena 800 chilometri dalla Mecca, Sana'a fu poi una delle prime conquiste musulmane.
Il cuore di Sana'a, la sua anima più antica e affascinante è la Città vecchia, delimitata a ovest dall'ampio letto dell'Uadi as-Saila e circondata in alcuni punti da antiche mura. Tenuta in perfetto stato di conservazione, sembra davvero che qui il tempo si sia fermato per secoli. Le alte case a sei, sette piani, costruite con argilla cotta ed impreziosite da finestre d'alabastro e da facciate di creta bianca ("Ghamariya"), costituiscono uno dei più eccezionali esempi di architettura complementare al paesaggio che la circonda. Nonostante sia stata più volte danneggiata da rivoluzioni e guerre, oltre che da disastrosi terremoti come quello del 1980 e da incuria da parte delle istituzioni, la città dimostra ancora oggi una straordinaria capacità di rimanere fedele a se stessa nei secoli.
Sana'a può contare su un lunghissimo elenco di monumenti, tanto da essere la città con la maggior densità di moschee di tutto lo Yemen (nel 1970 ne sono state censite 103). Tra le più belle la Grande Moschea Jama Al-Kabir (VII secolo), visibile nei pressi del mercato per i suoi due bianchi minareti, e quelle di Qurbat Al-Mahdi e Qurbat Al-Mutawakkil Yahiada. Quasi tutti gli edifici della città sono repliche del leggendario palazzo di Ghumdan, alto venti piani e distrutto poco dopo la conquista islamica. Per averne solo un pallido esempio bisogna andare a vedere lo splendido palazzo di Wadi Shar, costruito su una rupe a dominio della città. In origine Sana'a era suddivisa in tre quartieri, quello ebraico, quello turco e quello musulmano. Dei tre quartieri, quello arabo (Medinet Sana'a) concentra il maggior numero di souk dove si può acquistare praticamente di tutto, da gioielli di rara bellezza a tessuti di un luccichio unico, dall'incenso fragrante ad una varietà infinita di spezie aromatiche.
Da Sana'a il nostro viaggio prosegue verso est, dove si trova Ma'rib, unica città dello Yemen che conserva tracce del regno della regina di Saba, la bella Bilquis che riuscì a conquistare re Salomone. Si possono infatti ammirare ancora le colonne del tempio del Sole e di quello della Luna, antichi ricordi di un glorioso passato che gli archeologi di tutto il mondo stanno cercando di recuperare, insieme ai resti di una diga costruita nell'VIII secolo, che permetteva di irrigare ben cento chilometri quadrati di campi di cereali per nutrire i sudditi dell'affascinante sovrana. Altri importanti siti archeologici sono le rovine di Barakesh e Shabwa, che insieme a Ma'rib furono antiche capitali di regni attraversati dalle rotte dell'incenso.
Separata dal deserto di Rub' al-Khali, dopo nove ore e mezzo di tragitto in fuoristrada verso est da Tayun, merita di essere vista la regione di Wadi Hadramut una delle più belle del paese. Qui si trovano i villaggi di fango costruiti sulle pendici dello Wadi Doan, tra palmeti dove pascolano dromedari e rocce color miele: Al Ghurfa, Mashad e Al Hajrayn, arrampicati sulle pareti rocciose e da cui si domina con un solo sguardo la vallata. Splendida è soprattutto la città-fortezza di Shibam. Vero gioiello nel deserto, questa città, che risale al III secolo ma fu scoperta dagli occidentali solo nel 1935 dall'esploratore Hans Helfritz, è famosa per i suoi cinquecento palazzi molto ben conservati, veri e propri grattacieli del passato alti fino a quaranta metri, che le hanno garantito il nome di "Manhattan del Deserto". Sono stati tutti costruiti negli ultimi cinque secoli e rappresentano un vero gioiello architettonico unico al mondo.
Tappa successiva la costa, sul vicino golfo di Aden, dove si trovano altre due perle yemenite come Al Mukalla, il secondo porto dello Yemen, e Bir Ali, che si trova in un'ampia zona vulcanica, in un paesaggio desertico ricco di contrasti. Da qui, proseguendo verso ovest, eccoci ad Aden, città portuale dal prestigioso passato, dominata per più di un secolo dagli inglesi. Nei pressi del porto si può visitare il Museo Nazionale, con una interessante collezione di oggetti di arte preislamica e una chicca: la casa dove è vissuto Arthur Rimbaud, restaurata dai francesi e trasformata in un piccolo museo. Crater è la parte più antica della città ed è situata all'interno di un vulcano spento. Qui si trovano gli edifici più antichi della città ricavati dalla roccia e un souk. Nei dintorni di Aden si incontrano pittoreschi villaggi di pescatori in piccole e incantevoli baie, come quella di Glod Mohur.
Da Aden il percorso ci riporta a nord, verso la capitale Sana'a. Dopo un centinaio di chilometri ecco Taiz, seconda città dello Yemen con 1.700.000 abitanti, ma che ha saputo mantenere inalterato nel tempo il suo antico aspetto, ancora visibile nelle moschee, nelle case e nelle mura del XIII secolo. Numerose le moschee, fra le quali merita sicuramente di essere vista la Grande Moschea Mudhafer e la Moschea Al-Ashrafiyah (XIII secolo) con due minareti ed una scuola coranica. Nella zona alta della città c'è il Palazzo Salah, che nelle sale interne ospita preziose collezioni di monete antiche e manoscritti coranici. A 18 chilometri dalla città si trova il Jebel Al-Saber, la Montagna della Pazienza, che si può raggiungere solo con un fuoristrada, ma vale la pena farlo per godere dall'alto un magnifico panorama mozzafiato. A 50 chilometri da Bayt Al-Faqih in direzione sud, si trova invece Zadib, che con le sue cupole e le sue strade strette sembra una città delle "Mille e una Notte". E' anche ricca di scuole e vanta un'antica università dove fu inventata l'algebra.
Tornando a Taiz, e riportandosi verso la capitale, si attraversa Ibb, quarta città del paese, che conserva l'aspetto tipico delle architetture yemenite, fra palazzi, torri e piccole strade. Da qui una breve pista porta a Jiblah, capitale dell'antico regno della regina Arwa. Il suo aspetto è quello tipico dei villaggi dell'altopiano centrale dello Yemen, con le case-torri interamente costruite in pietra e con ricchi ornamenti. Di notevole interesse la Moschea della Regina Arwa dell'XI secolo, finemente decorata, con due minareti ed una scuola coranica. La città ospita inoltre 40 moschee i cui minareti sono il suo decoro più suggestivo. Sulla collina dove è adagiata la città, è ancora in funzione un acquedotto costruito ai tempi della regina.
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